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500 no al Mibact – “il Giorno dopo”

Pubblicato da Massimo Laurenzi / gennaio 12, 2014 / , , / 0 Commenti

di Massimo Laurenzi

11 gennaio 2014, Ieri.
Piazza della Rotonda (Pantheon) Roma. Ore 10.45 circa, ascolto il primo intervento per esserne sicuro. Applaudo imbarazzato, per la prima volta so di essere, da archivista, riconosciuto. Partecipo alla ridefinizione d’un bando insolente nell’inconsistenza risolutiva e vacillante nell’equivoco dell’indeterminazione.

Digitalizzazzione del patrimonio culturale e occupazione di settore? Teoricamente!
Dell’insufficienza dell’investimento economico, della lacunosità progettuale e della caoticità dei criteri selettivi vogliamo parlarne?

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Il Governo deve chiarire se l’intenzione reale del bando è quella di promuovere la digitalizzazione del patrimonio culturale o quella di stimolare l’occupazione nel settore. Nel primo caso i 2,5 milioni di euro devono essere impiegati per progetti specifici attraverso modalità di lavoro dignitose e rispettose per chi lo eseguirà: incarichi professionali di tipo autonomo, da assegnare ad una long list dei migliori professionisti nel campo della digitalizzazione, selezionati attraverso una procedura pubblica su criteri basati esclusivamente sulle competenze, sul curriculum e sull’esperienza: ciò consentirebbe ai professionisti di organizzare autonomamente il lavoro, senza vincoli di orario…

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…Se invece l’intenzione è quella di stimolare buona occupazione, in una prospettiva di sviluppo del settore e in un corretto rapporto pubblico-privato, occorre stanziare fondi adeguati per introdurre misure premiali che incentivino l’assunzione di professionisti da parte di imprese specializzate nel campo della tutela, della valorizzazione e della fruizione dei beni culturali

Quasi mezzogiorno. Dal palco continuano a parlare di cose che conosco. Prendere parte ad una manifestazione, “Parteggiare” direbbe Gramsci, per il tuo futuro e per il riconoscimento della tua dignità professionale.

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Applaudo di nuovo, la mia asticella sensoriale, si sposta dall’imbarazzo alla fierezza. La piacevole sensazione garantisce l’interazione e io, da par mio, scambio alcune parole con altri manifestanti, sorridiamo divertiti, ci chiedono di essere intervistati.
Intervistare un’archivista? Ma siete sicuri? “si certo!” mi sento rispondere dal giornalista RAI. Lo confesso sono arrossito. “No, no, parla con lei” dico, indicando una delle organizzatrici. Dal palco, intanto, leggono:
Occorre riconoscere nel Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio il ruolo e la qualificazione di archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, diagnosti, restauratori dei beni culturali e storici dell’arte con l’approvazione della proposta di legge 362 del 20 marzo 2013: modifiche al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di professioni dei beni culturali.

L’ultimo intervento, la manifestazione sta per concludersi. Ci stringiamo intorno alla fontana di Giacomo della Porta. Mi ritrovo in mano un Cartello Rosso con scritto “500 NO al MIBACT”.
Sorrido, come tutti gli altri, senza sforzo.

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Da solo, tornando stanco verso casa, penso a come un atto di protesta possa essere un atto d’affermazione. Abbiamo chiesto, “Riconoscimento pubblico dei profili, delle competenze e della dignità dei professionisti dei beni culturali”.

Mi domando “Suona bene no?”.

“Certo che suona Bene!” mi rispondo.

11 gennaio 2014, Ieri. Oggi, Domani…

Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala

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