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Appello degli archivisti sui Fondi Strutturali Europei – PON CULTURA 2014-2020

Pubblicato da Rocco Benevento / maggio 15, 2014 / , , , , , , , , , / 0 Commenti

di Sara Vian

La rete, quella del social network. Lo schermo che abbatte i timori, la tastiera che filtra l’animo; l’intimita’ di concetti senza volto ne’ padrone, condivisi per l’insopprimibile aspirazione dell’uomo a lasciare un segno del mondo anche quando cio’ non sembra possibile.

E la rete, quella delle persone, che attraverso quello scrivere scoprono l’unita’, ed infondono concretezza ai loro propositi.

Nel passaggio da quella a questa rete, nasce Arch.i.M. – Archivisti in Movimento: un fenomeno digitale, di valore umano.

Nove mesi di scambi e progetti, evidenza di criticita’, proposte di intervento. ‘Non porre problemi, proponi soluzioni’, recita il motto comune.

C’e’ bisogno di risorse? Cerchiamole. Gli archivi non sono stati inseriti nel piano di sviluppo nazionale dello scorso triennio? Inseriamole.

Gli Archivisti in Movimento hanno inoltrato un progetto per l’impiego strutturale dei fondi UE nel PON (Piano Operativo Nazionale) 2014-2020; e lanciano un appello a tutti i grandi professionisti del settore, affinche’ tutti convoglino le proprie energie, in comunione d’intenti e di principio, al raggiungimento di questo imprescindibile obiettivo.

Questo l’appello:

 

Appello degli archivisti sui Fondi Strutturali Europei – PON CULTURA 2014-2020

Appello urgente degli archivisti

 

Al Signor Presidente della Repubblica

Al Signor Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati

All’on.le Presidente della Commissione Cultura del Senato

Al Signor Ministro del MiBACT,

Al Componenti del Consiglio Superiore dei Beni Culturali

Al Segretario Generale del MiBACT

Ai Direttori Regionali del MiBACT

Ai Rettori delle Università Italiane

Ai Presidi delle Facoltà Umanistiche delle Università Italiane

Ai docenti delle Facoltà Umanistiche delle Università italiane

A tutti gli operatori e professionisti dei Beni Culturali

 

Gli archivisti professionisti rivolgono una pressante richiesta affinché gli Archivi siano espressamente individuati come Attrattori Culturali diffusi sul territorio nazionale e, in quanto tali, anch’essi beneficiari di interventi e risorse da programmare per il PON Cultura 2014-2020. Il perdurante stato di incuria degli archivi di cui è ricchissimo il nostro paese, che si riflette nella progressiva riduzione di risorse rispetto al fabbisogno, costringe a gestioni del tutto insufficienti o a chiusure che sembrano fatte apposta per legittimare distruzione, dispersioni e facili trafugamenti. Ancora più grave è il fatto che in molti Comuni ed altri enti pubblici, gli Archivi, storici e correnti, versino spesso in condizioni di assoluto degrado e senza personale, strutturato o a contratto, che si occupi della sorte di documenti ai quali, oltre all’interesse ed al valore storico-patrimoniale, è affidata la certezza dei diritti delle comunità locali. Tale condizione interessa anche antiche e prestigiose istituzioni culturali presenti sul territorio che, causa l’assenza di una politica culturale sia del governo nazionale sia delle regioni, sono costrette a chiudere o, se sopravvivono, non possono esprimere una vera attività culturale, scientifica, formativa e didattica.

 

La Cultura è una risorsa”“con la cultura si mangia”: sono frasi molto ricorrenti nella pubblicistica di questi ultimi tempi ed al centro dei discorsi di molti politici ed amministratori, ma sono affermazioni che, oltre all’enfasi retorica e ai grandi proclami di principio, certamente non riguardano mai gli archivi pubblici – come anche le biblioteche del resto – e soprattutto gli Archivi di Stato, che sembrano condannati ad un inarrestabile declino ed alla chiusura certa se non si interviene con l’avvio di una politica di investimenti, dopo almeno tre lustri in cui i trasferimenti statali dedicati sono stati letteralmente ridotti a briciole. Il Ministero, ormai, spende più per gli affitti che per attività di tutela, promozione e valorizzazione. Una seria politica pubblica dovrebbe investire nell’universalità dei beni culturali e sono solo su alcuni settori. Perché, dunque, non investire anche in misura rilevante sugli archivi? Perché non investire anche in occupazione specializzata e qualificata di medio-lungo periodo per tanti archivisti e bibliotecari che non hanno avuto la possibilità di accedere al mondo del lavoro con regolari concorsi nella P.A.? Dovremo forse aspettare che fra qualche anno si scopra, come d’incanto, che gli archivi versano nella stessa situazione di pericolo di Pompei? Occorre intervenire adesso, prima che si verifichi una simile crisi.

 

Una proposta: azioni del PON CULTURA 2014-2020 per gli Archivi

I fondi europei, in questo desolante panorama di tagli, possono:

a) colmare significativi gap strutturali in termini di lavori specialistici (catalogazioni, ordinamenti e inventari di migliaia di archivi, redazione di altri strumenti di corredo, incremento delle attività di digitalizzazione e pubblicazioni scientifiche);

b) consentire di svolgere attività di promozione e valorizzazione, attività didattiche, mostre bibliografiche e documentarie, ecc.;

c) implementare le banche dati disponibili sui siti internet degli istituti;

d) incrementare potentemente la dotazione strumentale ordinaria (attrezzature informatiche e strumenti per la digitalizzazione, acquisto di software dedicati già tarati su standarddescrittivi internazionali);

e) ampliare il numero dei collegamenti al Sistema Archivistico Nazionale;

f) ammodernare impianti, sale di consultazione e depositi di conservazione, nonché attivare coperture wireless, acquistare beni e servizi di ogni tipo;

g) restaurare e/o consolidare sedi storiche dei detti istituti di conservazione, ecc.;

h) avviare all’occupazione qualificata preziose risorse umane.

i) internazionalizzare l’offerta culturale con una diffusa rete di servizi attivi direttamente attraverso la rete internet.

 

È anche il caso di ricordare che infrastrutturare servizi in questi settori significa attivare, in modo permanente, servizi veri per la collettività e – forse la politica non lo sa – anche per il turismo culturale: storici e ricercatori, di area sia umanistica sia scientifica, amatori, curiosi, eruditi, cultori di storia locale, genealogisti, emigrati alla ricerca delle proprie radici, studenti, ecc. trovano in questo settore motivi di interesse e di grande attrattività, così come il grande pubblico potrebbe apprezzare anche le mostre documentarie tematichese ci fossero più risorse per questi allestimenti e la relativa pubblicità. Anche in questo campo l’incremento di servizi può concorrere significativamente ad innalzare l’attrattività turistico-culturale del paese. La frequentazione degli Archivi, per sua natura, richiede una presenza di lungo periodo degli studiosi che ne fruiscono: questo necessariamente si traduce in un indotto economico da non sottovalutarsi per il territorio. Una migliore gestione, sponsorizzazione e relativa organizzazione di servizi delle strutture archivistiche contribuirebbe ad attrarre una più vasta fascia di visitatori, e questo si tradurrebbe in una ulteriore fonte di introito per le strutture ricettive del paese: si avrebbe l’occasione di introdurre in maniera sistematica il concetto di turismo di studio che in paesi, come la Germania e l’Inghilterra, è una voce economica importante per molte realtà (si pensi alle loro città universitarie). Si riscontra in questo contesto anche la necessità di favorire l’aumento del numero di studiosi “virtuali” attraverso l’implementazione di strumenti on lineatti ad illustrare un più esaustivo panorama dell’immane ricchezza che i nostri archivi hanno da offrire all’avvio, completamento o perfezionamento dei loro studi, ottenendone un doppio beneficio: offrire un servizio agli utenti che non ha possibilità di spostarsi per la consultazione; attrarre utenti che, prima di arrivare fisicamente in un archivio, vogliano sapere cosa trovare e dove trovarlo, esaminandone preventivamente almeno indici e cataloghi.

Una classe politica saggia che voglia fare una corretta programmazione degli interventi culturali facendo cessare la fuga di preziose risorse professionali all’estero ha l’opportunità, con la programmazione di Fondi UE 2014-2020, di agire in modo concreto utilizzando in misura rilevante anche per gli archivi e le biblioteche le risorse previste.

Per questo urgente appello chiediamo la solidarietà di tutti affinché agli archivi sia riconosciuta la dignità di Attrattori culturali, prevedendo nel PON Cultura della imminente programmazione europea 2014-2020 risorse congrue per azioni specifiche rivolte a questo settore del patrimonio culturale pubblico.

  ARCH.I.M., Archivisti in Movimento

link di riferimento e contatti per chiunque voglia collaborare:

ARCHIM

APPELLO

archivistinmovimento@gmail.com

Si stanno raccogliendo i contatti per creare una mail list, l’obiettivo è informare quante più strutture archivistiche e professionisti del settore possibili.

Chiunque sia interessato può scrivere una mail ad ARCHIM comunicando i suoi contatti.