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L’Archivio Ligure della Scrittura Popolare: Le carte di gente comune

Pubblicato da Gemma Torre / giugno 21, 2016 / , , / 0 Commenti

Fragile e resistente come una foglia

Carte di gente comune raccolte prima di essere spazzate via per sempre, tracce delle radici e della memoria “popolare”. Voci bambine, speranze e dolori di militari, sogni e avventure di migranti che echeggiano e dialogano tra loro come tra rami di famiglie differenti. Un racconto polifonico delle vicende contemporanee che rendono protagonisti uomini e donne i cui nomi non si trovano sui libri di storia ma che della storia fanno parte con il loro quotidiano.

L’Archivio Ligure della Scrittura Popolare – ALSP – nasce nel 1986 grazie all’intuizione del professor Antonio Gibelli e del suo gruppo di lavoro per salvaguardare e studiare queste“scritture dal basso”, fino ad allora poco valorizzate ed a rischio di dispersione. In linea con il crescente interesse, diffusosi a partire dalla metà degli anni Ottanta del Novecento, di ripensare la storia e in particolare la storia contemporanea, si iniziarono ad analizzare nuove fonti, fra cui le testimonianze di gente comune. La storia, infatti, può e deve essere raccontata e ripercorsa non soltanto grazie ai documenti dei grandi protagonisti e le parole ed esperienze delle classi sociali cosiddette subalterne possono contribuire ad arricchire la trattazione complessiva da più punti di vista.

Per raccogliere questo materiale sono nati in Italia, quasi contemporaneamente, tre importanti centri: l’ALSP, l’Archivio della Scrittura Popolare di Trento e l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.

L’Archivio è un laboratorio di didattica e di ricerca del Dipartimento di Antichità Filosofia e Storia dell’Università di Genova. Persegue lo scopo di raccogliere, catalogare e studiare esempi di scrittura privata, in particolare epistolari, diari e memorie di migranti, militari e prigionieri.

Il patrimonio conservato è costituito da oltre 470 fondi archivistici per un totale di oltre 60.000 carte.

La documentazione posseduta è analizzata e studiata, principalmente da docenti, ricercatori e studenti universitari, che affrontano diverse tematiche quali i processi di alfabetizzazione e gli usi della scrittura, l’emigrazione, le due guerre mondiali e il fascismo.

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Il logo dell’Archivio raffigura una foglia per metà verde e rigogliosa e per l’altra metà ingiallita dal tempo. Come nel Giano bifronte, l’ immagine associata comunemente al concetto d’archivio, convivono due anime differenti: storia e futuro; memoria e ricerca.

La metafora della foglia permette di evidenziare anche la delicatezza delle storie, tracce intime di esperienze personali e racconti familiari che, diventate testimonianze storiche, permettono di studiare eventi collettivi. Fugaci parole scritte per motivi disparati, al fine di comunicare con la famiglia, mantenere un legame con la terra di origine e permettono oggi di essere studiate con uno sguardo d’insieme.

La fragilità di questa documentazione è anche concreta, insita nelle caratteristiche del materiale utilizzato. Si tratta di carte spesso consunte, lette e rilette, di lettere scritte col lapis in zone di guerra, di emozioni e ricordi affidati a supporti di fortuna, ma in grado di veicolare una resistente memoria.

È difficile ricucire le tracce scrittorie e interpretare un linguaggio spesso sgrammaticato di individui che, sradicati dal loro territorio e dalla loro quotidianità si trovano nella necessità di scrivere, nel bisogno di comunicare. Ma queste peculiarità che vanno al di là del contenuto in sé della lettera, cartolina o diario, trasmettono in certi casi molte più informazioni, notizie sul grado di alfabetizzazione, disponibilità economica e altri dati correlati dello scrivere.

Per limitare i rischi di usura dovuti alla consultazione assidua della documentazione è stato avviato un complesso progetto di digitalizzazione che ha evidenziato le potenzialità dell’archiviazione elettronica, ma anche la sua fragilità, i limiti legati all’immaterialità di un archivio che pone problemi di sicurezza, conservazione e accessibilità.

Inoltre, recentemente l’ALSP ha lanciato un progetto di crowdfunding per restaurare un documento di particolare interesse e notevolmente danneggiato. Si tratta del ricettario scritto nel 1918, durante la Prima Guerra Mondiale, da due giovani tenenti prigionieri nel campo di concentramento tedesco di Cellelager, presso Hannover. Si tratta di una raccolta di ricette scritte per impegnare il tempo, non pensare alle fatiche della giornata e per “riempirsi la pancia” con l’immaginazione in una situazione estrema ove la scarsità di cibo era una costante. Labili segni a matita blu su fogli di carta rilegati tra loro che, purtroppo, si sfaldano e si sbriciolano come una foglia secca.

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Il patrimonio documentario

Come già detto in precedenza, attualmente l’ALSP conserva 470 fondi archivistici che costituiscono un patrimonio documentale complessivo di circa 60.000 documenti.

Peculiarità di questo archivio è quella di essere un soggetto di conservazione di archivi o parti di archivi differenti. Infatti, singoli proprietari o eredi della documentazione si affidano all’ALSP per la conservazione delle loro memorie decidendo di donare e depositare l’originale (attualmente si tratta del circa 30% dei casi) o soltanto una copia, per lo più in formato elettronico. In quest’ultimo caso, spesso è il gruppo di lavoro dell’archivio che si impegna a digitalizzare la documentazione restituendo l’originale al proprietario.

Le testimonianze conservate in Archivio sono datate dalla prima metà dell’Ottocento e le più recenti risalgono agli anni Duemila.

Sono presenti epistolari che costituiscono circa il 60% dei testi, sono inoltre presenti memorie (12%), diari (12%) e altre tipologie documentarie (14%)tra cui, poesie, romanzi autobiografici, documenti. Ad essi si aggiungono 6.536 fotografie e materiali riguardanti la guerra di Libia (1911-1912) e la Repubblica Sociale (1943-1945), oltre a una decina di epistolari e una memoria di tema amoroso – in tutto 650 carte scritte fra il 1880 e il 1966 – che al di là delle singole vicende sentimentali sono in grado di evidenziare le dinamiche, i rapporti di genere e le relazioni familiari tra Otto e Novecento. Un cospicuo materiale “miscellaneo” completa il patrimonio dell’ALSP, tra cui oltre 200 volantini e manifesti elettorali risalenti al decennio 1943-1953.

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Particolarmente rilevante la sezione d’archivio dedicata ai quaderni, in tutto oltre un migliaio, e ad alcuni registri scolastici compilati tra la fine dell’Ottocento e gli anni Ottanta del Novecento. Il fondo “Scuola” raccoglie inoltre una biblioteca tematica di testi scolastici, appartenenti in gran parte del periodo fascista.

I temi maggiormente documentati sono le migrazioni e le guerre, ossia gli eventi-separatori del Novecento che hanno stravolto la quotidianità della gente comune diventata partecipe di esperienze collettive spesso traumatiche. Ed è in questi contesti che la scrittura diventa strumento in cui rifugiarsi, l’unico per comunicare con i familiari lontani e non lasciarsi sradicare dai repentini cambiamenti sociali.

L’evento cronologicamente più recente di cui l’ALSP conserva traccia è il G8 di Genova del 2001. Alla morte di Carlo Giuliani si creò sulla cancellata di piazza Alimonda una sorta di altare laico dove molti passanti hanno lasciato una traccia. Si tratta di circa 1000 messaggi su fogli sciolti, agende e disegni che la famiglia ha donato il materiale all’Archivio perché conservasse memoria delle emozioni che quest’evento vissuto collettivamente ha suscitato.

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I singoli fondi documentari sono schedati e denominati con il nome dell’autore principale o della famiglia. Le schede identificative sono facilmente accessibili dagli studiosi in sede e anche on-line dal sito web dell’archivio.

L’Archivio dispone inoltre di una biblioteca tematica con circa 700 volumi, e di una sezione di oltre 250 tesi di laurea effettuate grazie al materiale messo a disposizione dall’ALSP. Anche l’elenco dei volumi e delle tesi di laurea possedute è consultabile on-line.

 

Il ramificato network culturale

Il gruppo di ricerca dell’ALSP è costantemente impegnato in una diffusa attività di ricerca, nonostante le notevoli ristrettezze di risorse economiche e di personale. Le difficoltà organizzative per la tutela del patrimonio e per garantire l’accessibilità agli utenti limitano ma non precludono la partecipazione a diversi progetti nazionali e internazionali. Tra questi si ricordano soltanto i principali.

  • La Direzione Generale per gli Archivi ha inserito nel 2001 l’Archivio nel primo rapporto sugli archivi storici delle università italiane, nell’ambito del progetto Studium 2000 relativo alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio documentario degli atenei.
  • Nel 2004 il centro ha ottenuto un finanziamento dal Ministero per i Beni e le Attività culturali per la schedatura delle testimonianze della Prima guerra mondiale.
  • Dal 2005 l’ALSP partecipa al progetto Michael (Multilingual Inventory of Cultural Heritage in Europe), una piattaforma on-line sul patrimonio culturale digitale europeo. A questo proposito, dal 2008 il gruppo di lavoro fa parte del progetto European Memories, finalizzato alla costituzione di un archivio multi-linguistico digitale delle memorie dei cittadini europei.

Inoltre, l’archivio collabora con l’Immigration History Research Center dell’University of Minnesota per un progetto di condivisione dei testi di scrittura popolare prodotti dai migranti.

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In considerazione del cospicuo corpus documentario accumulato sia in originale che in copia, degli standard di conservazione e accesso garantiti, nel 2010 l’ALSP ha ottenuto tramite la Soprintendenza Archivistica per la Liguria il riconoscimento di “interesse storico particolarmente importante” da parte del Ministero per i Beni e le Attività culturaliDirezione generale per i Beni culturali della Liguria, ai sensi del Decreto Legislativo 42/2004. Frequentemente il materiale dell’ALSP è richiesto in prestito per essere esposto in mostre. Si ricordano a titolo d’esempio il materiale mostrato in Da Baroni a Piacentini presso la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria; quello fornito dal 2009 al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) istituito dal Ministero degli Affari esteri presso il complesso monumentale del Vittoriano di Roma; al MUMA – Museo del mare di Genova per la mostra Memoria Emigrazione; alla mostra Fare gli italiani organizzata nel 2011-2012 nelle Officine Grandi Riparazioni di Torino per i 150 anni dell’Unità d’Italia; e infine quello prestato per la mostra Culturacibo esposta al Vittoriano nel 2013.

Il gruppo di lavoro è frequentemente interpellato per consulenze archivistiche e storiche. Con passione e dedizione sono messe a disposizione competenze didattiche e laboratoriali come nel caso della partecipazione a tutte le edizioni della manifestazione annuale di Storia in Piazza svolte a Genova dal 2010.

Infine, in vista del centenario della Grande guerra, nel luglio 2013 l’archivio – identificato come centro di eccellenza riguardo l’acquisizione, la conservazione e l’analisi delle testimonianze di scrittura popolare prodotte durante il conflitto – ha stipulato un protocollo d’intesa con la struttura di missione per la commemorazione del Centenario della Prima guerra mondiale istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Nell’ambito delle manifestazioni in occasione di questo centenario, l’ALSP ha curato l’organizzazione della conferenza internazionale “In guerra con le parole Lettere, diari, memorie di soldati, donne e bambini nel Primo conflitto mondiale” tenutosi a Genova dal 25 al 28 novembre 2015.

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Radici profonde e tenaci

Il gruppo di lavoro, con cui è stato scritto questo articolo, è un gruppo di amici. Storici e archivisti, mediatori e cercatori di materiali. Le scritture di gente comune, sono costantemente a rischio di dispersione, considerate di poca importanza dai discendenti da chi le ha prodotte, ormai svincolati dal contesto di origine in seguito a traslochi o scissioni familiari. Intervenire in questo ambito significa diffondere la cultura archivistica, la capacità di leggere e interpretare scritture apparentemente mute e insignificanti. Grazie a una fitta rete di relazioni con le istituzioni archivistiche, la locale Soprintendenza e Archivio di Stato in primis, e ricercatori, ma anche filatelici e case d’aste è stato possibile raccogliere una ingente quantità di materiale inedito ma… il lavoro continua!

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Fonti:

http://www.dafist.unige.it/?page_id=1068

http://storiaefuturo.eu/larchivio-ligure-della-scrittura-popolare-di-genova-alsp/

BREVIARIO

Indirizzo: Genova, via Balbi n. 4

Sito/i internet: http://www.dafist.unige.it/?page_id=1068

Telefono: Tel. +39 010 2099837

Mail: alsp@lettere.unige.it

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