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Archivio Storico di Luigi Piccinato

Pubblicato da Elisa Del Brocco / marzo 24, 2015 / , , , , , , , , , , , , / 0 Commenti

di Elisa Del Brocco

Luigi Piccinato, architetto-urbanista

Nasce a Legnago (provincia di Verona) nel 1899.

All’età di 24 anni si laurea a Roma in Architettura.

Redige circa 540 tra piani urbanistici e progetti architettonici:

– in Italia, per Bolzano, Catania, Carrara, Gorizia, Grosseto, Ivrea, Macerata, Matera, Napoli, Orvieto, Padova, Pisa, Roma, Sabaudia, Siena, Venezia e molte altre città;

– all’estero, in Algeria, Argentina, Germania, Israele, Macedonia e Turchia.

Svolge un’intensa attività culturale, contribuendo a fondare vari gruppi, movimenti e associazioni tra il 1926 e il 1929 come il GUR (Gruppo urbanisti romani), il MIAR (Movimento Italiano per l’Architettura Razionale), l’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) e l’ISoCaRP (International Society of City and Regional Planners) nel 1965.

A partire dal 1924 inizia una lunga carriera accademica a Roma, Napoli e Venezia, sino al 1974, anno in cui viene proclamato professore emerito da La Sapienza.

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Costruire l’urbanistica.

Luigi Piccinato, 1937, Enciclopedia Italiana sotto la voce Urbanistica: tutto il complesso delle discipline che hanno per oggetto i vari aspetti della vita degli agglomerati urbani, ovvero lo studio generale delle condizioni, delle manifestazioni e delle necessità di vita e di sviluppo delle città, non solo architettura quindi ma anche igiene urbana, statistica, legislazione, tecnica dei servizi pubblici, economia e politica, per una vita urbana che sia a un tempo bella, sana, comoda ed economica.

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La definizione rappresenta il punto di arrivo di un’intensa attività culturale e lavorativa rivolta, per una prima fase, alla costruzione di un’autonoma professione: l’urbanista.

L’interesse di Piccinato per l’urbanistica si colloca sulla scia delle offerte proposte dalla politica del regime fascista.

Dal 1927 partecipa infatti a molti concorsi per i piani regolatori di città, grazie ai quali matura l’idea che l’architettura è subordinata all’urbanistica.

Le basi per la nuova professione professata da Piccinato sono dunque: autonomia, tecnica moderna, capacità di sintesi e coscienza urbanistica.

Assume inoltre una conoscenza approfondita della città medievale che lo porta alla ricerca, nel suo operato, di quella ”aderenza” tra società e tecnica propria di tali città:

Nelle città-stato dell’ultimo medioevo i cittadini facevano parte di una comunità e ne avevano la coscienza… Essi sentivano la comunanza di interessi e sapevano che l’interesse del singolo si risolveva in quello della comunità”.

Al successo della figura professionale dell’urbanista, incarnata da Piccinato, segue la realizzazione del piano regolatore di Sabaudia inaugurata nel 1934 dal re Vittorio Emanuele III e dalla regina Elena, in seguito alla cerimonia di fondazione in cui la posa della prima pietra avviene in presenza di Benito Mussolini.

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Piccinato, 1983: “[Sabaudia] è stata vista dal di fuori, ossia dalla struttura socioeconomica del territorio arricchito soprattutto dalla possibilità turistica-paesaggistica ambientale. Non è stata affatto vista formalmente […] ma invece come organismo vivente. Tale deve essere una città! Più che di razionalismo e direzionalità si dovrebbe parlare di organicità”.

 

Dopo questa esperienza i suoi interessi si spostano sempre più verso l’urbanistica come scienza del territorio.
Il necessario sviluppo della legislazione lo porta a partecipare alla stesura della legge urbanistica 1150/42, ancora oggi vigente con modificazioni.

Costruire le città.

Dagli anni Cinquanta Piccinato non solo continua a battersi per il riconoscimento della figura dell’urbanista ma si dedica alla salvaguardia dell’ambiente e dei centri storici intenzionato ad aggiornare il quadro legislativo.

Nel dopoguerra riprende una più intensa attività iniziando ad avere un atteggiamento battagliero, di denuncia, legato alla priorità dell’intervento, fermo del fatto che “per creare una più viva coscienza urbanistica non v’è altro da fare che fare urbanistica”.

Numerosi i piani a cui si dedica e una delle città che lo vede più impegnato è Roma per cui redige il PRG 1962, che però è stato più volte variato e non attuato.

Il suo lavoro e i suoi studi vengono riconosciuti in tutto il mondo con premi e onorificenze.

Muore a Roma il 29 luglio del 1983.

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Archivio di Luigi Piccinato (ALP)

Donazione fatta al DPTU (Dipartimento di Pianificazione Territoriale e Urbanistica), oggi PDTA (Pianificazione, Design, tecnologia dell’Architettura) dell’Università di Roma La Sapienza, da parte delle figlie Paola e Stefania, per iniziativa del prof. Federico Malusardi.

 

n. 1 archivio personale di Luigi Piccinato:

n. 60 anni di attività conservata (1923-1983);
n. 11.000 fogli di elaborati grafici relativi ai circa 350 piani e progetti (conservati in tubi e cassettiere);
n. 829 cartelle di documenti e carteggi (relazioni, corrispondenza, tabelle tecniche);
n. 13.000 circa immagini fotografiche di cui:
n. 3.500 diapositive 35 mm;
n. 1.500 diapositive 6×6 su vetro;

n. 3.000 lastre fotografiche su vetro;

n. 3.500 fotogrammi di negativi;

n. 1.500 stampe fotografiche di varie dimensioni;

n. 50 album di disegni e fotografie.

n. 1 biblioteca personale (associata):
n. 2.000 libri circa;
n. 3.000 numeri di periodici in varie collezioni e annate;

n. 15 libri antichi.

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Archivio personale. Archivio di architettura ed urbanistica. Archivio come agglomerato di tipologie documentarie molto differenti tra loro, per supporto e per tecnica, che lo rendono interessante ma ostico alla consultazione e alla conservazione: matita, inchiostro di china o acquerelli; carta lucida, carta velina, carta da schizzi, radex, cartoncini o acetati (in alcuni casi dal tremendo odore).

Archivio come fonte di informazione relativa alle trasformazioni territoriali.

Archivio come base per un laboratorio di ricerca attraverso la schedatura analitica e la digitalizzazione di tutti i materiali grafici relativi a piani urbanistici e progetti architettonici.
Tutto questo è l’archivio di Lugi Piccinato che nasce e cresce insieme alla sua coscienza urbanistica a testimonianza delle sue battaglie contro le cause, “quelle di sempre”, della perdita di tale coscienza: la speculazione e l’usura fondiaria, il guadagno, la pianificazione di settore.
“Occorrerebbe un lungo lavoro di ricerca nel mio archivio per mettere a posto la cronaca e tradurla in storia”, così Piccinato esorta alla consultazione delle sue carte considerate come un pezzo di storia da riscoprire e conoscere.

 

In progress.

Il progetto di digitalizzazione è del 2012 ed è stato possibile grazie ad un precedente lavoro di riordinamento e inventariazione che ha avuto inizio nel 2006 con la collaborazione della Direzione generale Archivi e della Soprintendenza Archivistica del Lazio. Si tratta di un lavoro multidisciplinare realizzato nel rispetto di una corretta archiviazione e allo stesso tempo delle esigenze degli studiosi attraverso la collaborazione di architetti, urbanisti e archivisti (senza non pochi scontri e scambi di informazioni necessari per un risultato adeguato a tutte le esigenze richieste).
Il lavoro è lungo e delicato, soprattutto per i supporti molto fragili e poco maneggevoli (come i rotoli che possono arrivare oltre i dieci metri di lunghezza), ed ha l’obiettivo di realizzare una banca dati completa dei disegni presenti nell’ALP consultabile dal futuro sito dell’archivio.

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Breviario.

Indirizzo Archivio Luigi Piccinato, Dipartimento di Pianificazione, Design, Tecnologia dell’Architettura: via Flaminia 70, 00196 Roma

Telefono: 06.49919005

Mail: archivio.luigipiccinato@uniroma1.it

Sito internet: in progress.

A chi rivolgersi: prof. Sergio Zevi

Accessibilità: attualmente l’Archivio è in fase di riordino dei materiali grafici e pertanto l’accesso è momentaneamente sospeso. La consultazione, su appuntamento, è riservata a ricercatori e studiosi.

Giorni e orario di accesso: su appuntamento