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Istituto Luce – il potere dell’immagine. Gli archivi e la storia

Pubblicato da Massimo Laurenzi / maggio 3, 2017 / , , , , , , / 0 Commenti

Esercitare la conservazione

Nell’euforia prodotta dal miraggio della disponibilità digitale e dalla sua capacità esponenziale di gestire e garantire i processi documentali, si trascura che la stessa disponibilità genera necessariamente disattenzione umana e bulimia conservativa. Il problema, nello specifico, risiede nella ‘catena di dipendenze’ che un sistema informativo digitale genera per produrre affidabilità.

I meccanismi con cui un documento o un insieme di elementi informativi viene considerato, sempre più, si limitano all’analisi ed alla gestione. Occorrerebbe considerare che si ‘gestiscono’ e ‘analizzano’ quantitativi e problemi, non certo valori e ricordi. Sempre più, al contrario, si disperde nel tentativo di rincorrere l’elemento produttivo l’aspetto cognitivo e ‘culturale’ del documento.

Cosa stiamo conservando oggi? Cosa conserveremo in futuro oltre il dato?

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L’Istituto Luce

L’acronimo L’Unione Cinematografica Educativa, individua la naturale istanza ’pedagogica’ dell’immagine. Digerire la cultura ed educare attraverso la rappresentazione.

Storia istituzionale, per tempi differenti, allineata ed asimmetrica ai meccanismi del potere quella dell’Istituto Luce. Istituito come ente morale nel 1924, si presentò al mondo come la prima istituzione pubblica dedicata all’informazione e al cinema educativo, solo in seguito, anche se immediatamente e con forza esso venne utilizzato con finalità propagandistica dal regime fascista e da Mussolini.

I cinegiornali e il mito del ventennio finirono per offuscarsi. La guerra mostrò i limiti del Luce come strumento di indirizzo e condizionamento. Tutto d’improvviso sembrò girare a vuoto ‘quasi avesse di colpo perso le sue capacità di comunicare al pubblico degli italiani’.

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Il dopoguerra, segnò il distacco e un punto di paradosso. Come memoria del regime e del consenso l’ente venne messo in liquidazione nel 1947 e il patrimonio del luce, prodotto durante la Repubblica Sociale Italiana fu in larga parte requisito dall’esercito americano (venne restituito, solo negli anni sessanta). Al contempo il commissario liquidatore Fattorosi, in carica per 12 anni, e i membri dell’Istituto di vigilanza ‘trascinarono’ posticipandola senza sentenziarla la chiusura.

Fin dalla fine degli anni ’40 tuttavia, nell’economia di interventi volti a sostegno delle esperienze cinematografiche fu concessa al Luce la possibilità di produrre nuovamente cinegiornali e documentari, nonché di rimettere in funzione i propri laboratori di sviluppo e stampa. Progressivamente vennero riacquisite funzioni sul piano produttivo, della distribuzione, dell’esercizio e della conservazione e valorizzazione del patrimonio iconografico, fotografico, documentale e cinematografico.

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Il 7 maggio 1958 fu istituito l’EAGC: Ente Autonomo di Gestione per il Cinema che assorbì inglobandoli in seguito Cinecittà e Luce. Nel 1962 l’Istituto divenne Società per Azioni e diede avvio alla produzione di lungometraggi e film d’autore. Dopo la trasformazione di EAGC in S.p.A. con azionista di riferimento il Ministero per i Beni e le Attività culturali e l’acquisizione delle azioni dell’Istituto Luce S.p.A. e azionista di Cinecittà Studios S.p.A. e di Italia cinema s.r.l. Infine dal 2009. Insieme alla gestione delle società inquadrate, Cinecittà Holding S.p.A. è l’attività di promozione del cinema italiano nel mondo.

Nello stesso riordino societario avviato nel 2009  fu prevista (effettivamente operato nel 2011 a seguito del Decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011 convertito in legge n. 111 del 15 luglio 2011) anche la ridefinizione dell’Istituto Luce.  “A definizione  di questo percorso ha quindi preso  corpo la nuova realtà Istituto Luce Cinecittà S.r.l.  , in cui si sintetizza il legame tra le profonde radici che risalgono al 1924 – data di fondazione dell’originario Istituto Luce – e la ricchezza degli apporti che nel corso del tempo sono confluiti nelle società”.

Morfologia di un Archivio

Il Fondo «cinegiornali e fotografie dell’Istituto Nazionale L.U.C.E.» ufficialmente iscritto dal 24 giugno 2013 nel Registro Memory of the World dell’Unesco è solo uno degli elementi  di un complesso documentale enorme per dimensioni e valore. Che archivio possiede un istituto nato per ‘documentare’ ed istruire?

200.000 schede catalografiche, 4.000 ore di filmati, 400.000 fotografie in libera consultazione sono solo l’emerso di un patrimonio in continuo movimento.

L’Archivio storico foto-cinematografico conserva i film prodotti dall’Istituto dal 1924, materiale documentario di attualità preesistente alla nascita dell’Istituto e acquisito già negli anni Venti, il patrimonio filmico della INCOM e le collezioni di altri cinegiornali del secondo dopoguerra, per un totale di oltre dodici milioni di metri di pellicola formato 35 mm’

Il valore documentale, la fragilità dei supporti e l’attenzione delle conoscenze ed ‘abitudini’ conservative dell’Istituto luce rappresentano un esempio unico nel suo genere. Si conserva, per trasmettere e per rendere fruibile. L’archivio cinematografico trattiene e restituisce un secolo di ricordi collettivi rappresi in pellicola. Il patrimonio filmico composto da 12.000 cinegiornali e 6000 documentari fa da nucleo sostanziale ad un corpus più complesso e vasto che comprende anche testate d’attualità, collezioni documentaristiche e fondi esterni acquisiti via via nel tempo, a cui si sommano  circa  8000 rulli di “girato non montato”.

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Tutela e valorizzazione diffusa esercitata in collaborazione e partnership anche con altri importanti istituti

(Cineteca del Friuli, Aamod, Archivio Quilici, Archivi di Albania) rendono fruibili on line (da tempo) un patrimonio audiovisivo di eccezionale importanza per consistenza e qualità.

‘Accordi con la Fondazione Scuola nazionale di cinema, per l’inserimento nella banca dati del materiale in possesso della Cineteca nazionale, e con la società Fratelli Alinari, per la conservazione del patrimonio fotografico, hanno rafforzato l’obiettivo di rendere l’Archivio il centro di raccolta di tutta la produzione documentaria italiana del Novecento’

L’istituto possiede inoltre uno straordinario archivio fotografico, oltre 3 milioni di immagini in grado di ripercorrere e documentare tutto il secolo breve e i grandi cambiamenti avvenuti nel nostro Paese. I fondi di prima acquisizione (1919-1956) fra cui le immagini scattate dal fotografo Adolfo Porry Pastorel, le fotografie del Fondo Luce articolato nei diversi “reparti” sono accessibili e fruibili on-line

Sugli spazi web dell’Istituto sono inoltre consultabili le interessantissime immagini dell’Agenzia Dial-Press, che raccontano gli anni della Dolce vita a Roma e gli scatti dell’Agenzia Foto V.E.D.O (1948 al 1965)

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L’incidenza dell’immagine

La funzione culturale e ancor prima sociale dell’immagine (intesa come informazione) si alimenta, invero cresce, con il trascorrere del tempo. Nell’era della de-documentalizzazione e della perdita di matericità del supporto, conservare è ancor più una funzione attiva. Significa trasmettere, garantire, curare, alimentare e istruire, non solamente accantonare per disporne in seguito.

L’originaria funzione educativa  del L.U.C.E. trova oggi, corrispondenza ed eredità in ‘luce per la didattica

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il progetto che mira all’identificazione e alla creazione di Percorsi di educazione al linguaggio filmico e fotografico dall’ARCHIVIO LUCE ideato e realizzato nel 2015 con l’Obiettivo principale di diffondere nelle scuole  la conoscenza della storia e del linguaggio audiovisivo. ‘al fine di scoprire, interrogare e “svelare”, insieme a insegnanti e ragazzi, le numerose storie raccontate nell’immenso patrimonio visivo del Luce, nonché in altri archivi

Il potere delle immagini come strumento di informazione, istruzione, manipolazione resta tutto considerato immutato. La diseducazione ad esse propria dei primi anni del ‘900 fa il punto con l’inconsapevolezza e la passività del fruitore contemporaneo.Dovremmo imparare a riflettere, valutare  e pesare, non solamente preoccuparci di  assorbire, il contenuto di un’immagine.

Breviario:

Indirizzo:   via Tuscolana 1055 –  00173 Roma

Sito/i internet: Istituto Luce: http://www.cinecitta.com

Archivio storico Istituto Luce: http://www.archivioluce.com

Luce per La didattica: https://luceperladidattica.com

Telefono: +39 06722861

Mail: Per informazioni generali sull’Archivio Luce:  mediateca@cinecittaluce.it;

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