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Cartografia e memoria: l’archivio cartografico visceglia

Pubblicato da Martina De Montis / gennaio 18, 2017 / , , , , / 0 Commenti

di Martina De Montis e Diana Fiore

Cartografia: silenzi e confidenze d’una rilevazione.

Lo scarto fra il reale e il rappresentato rilevabile solo superficialmente dal fruitore, contiene invece quel  vincolo scientifico e ideologico che consente al Cartografo di disumanizzare, trasfigurandolo, il paesaggio. Nello sforzo di astrazione compiuto durante la rilevazione, lo spazio diviene più importante del luogo, del brusio, della vita stessa. Il risultato è per necessità un prodotto esistenzialmente vuoto, un passaggio geometrico non vissuto da fatti umani.

Intuire i margini di consapevolezza di un prodotto cartografico è tentativo innaturale e spesso infruttuoso. I silenzi dei rilievi legittimano e neutralizzano le azioni arbitrarie nella coscienza degli stessi cartografi.

Eppure La complessità dei rapporti non rilevabili resta impigliata nella rappresentazione oltre il volere stesso del suo produttore.

La carta geografica,  scrisse Calvino, anche se statica, presuppone un’idea narrativa, è concepita in funzione d’un itinerario, è un’Odissea. Rilevare, perlustrare e trattenere dunque. Custodire nel tempo i segni del mutamento, degli equilibri politici e culturali, rendendoli evidenti dopo anni per confronto. Una vivacità che riacquista voce dopo esser nata muta.

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Visceglia e la cartografia:

Vincenzo Visceglia nacque a Salandra, lungo l’Appennino lucano, il 30 gennaio del 1903. Ai  primi studi di ingegneria presso l’università di Napoli seguirono quelli in Fisica e Matematica a Roma (laureatosi nel 1928).  Dopo un breve periodo d’insegnamento presso un istituto superiore l’interesse per i fenomeni naturali trova applicazione e scopo nella fondazione dell’Istituto Geografico Visceglia.

Nel giro di un anno dalla fondazione viene realizzata la prima pubblicazione dell’istituto: la Guida toponomastica di Roma, planimetria della città. Un’accurata descrizione della capitale, in cui emerge la ricerca del particolare e la cura editoriale. La suddivisione in tavole e la segnalazione dei numeri civici, unita a una grafica innovativa per il tempo rivelano una particolare attenzione alla fruizione e l’utilizzo ne fanno ancora oggi un opera unica nel suo genere

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Durante gli anni sessanta l’Istituto e il suo fondatore producono un incessante attività: vengono pubblicate le planimetrie aggiornate dei capoluoghi di provincia, la cui raccolta costituisce l’Atlante urbanistico d’Italia.

Occorre inoltre ricordare la grande Planimetria di Roma in scala 1:10.000 – anch’essa continuamente aggiornatal’ultimo capolavoro di Vincenzo Visceglia, esposta nelle stazioni metropolitane e ferroviarie (termini, ostiense,tiburtina) negli aeroporti (Fiumicino, Ciampino) e spesso utilizzata nelle finction cinematografiche.

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Anche dopo la  scomparsa di Vincenzo Visceglia, avvenuta a Roma nel 1971, l’Istituto proseguì la sua attività. L’eredità culturale e umana, ancor prima che aziendale, lasciata dal professor Visceglia ha resistito propagandosi per tre generazioni. A lui è seguita la direzione della figlia Rosangela, da anni stretta collaboratrice e poi quella della nipote. Oggi l’Istituto è infatti diretto  e coordinato da Laura Ottaviani. A distanza di oltre  80 anni l’Istituto continua a fornire cartografia tradizionale, ma si è spinto oltre in direzione del progresso verso i software di cartografia statistica o cartografia per il marketing.

L’ attribuzione del riconoscimento di “Attività Storica di Eccellenza”  e la contestuale iscrizione dell’attività nell’Albo dei Negozi Storici di Eccellenza,  Classe: “Artigianale” nel marzo del 2016 sono l’esempio più evidente della virtuosa storia .

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Epistemologia di un Archivio:

Per oltre 40 anni Vincenzo Visceglia si dedicò alla raccolta di cartografia antica originale e di materiale editoriale d’epoca. Il fondo d’archivio dell’istituto, il quale oggi dispone di una selezione di tavole e mappe originali edite dalla Calcografia Camerale (1700) e di rari libri geografici provenienti dal mercato antiquario.

Ha ottenuto la ‘Dichiarazione di interesse storico particolarmente importante, ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio solo nel settembre del 2015.

Occorre inoltre sottolineare come la documentazione conservata presso l’Archivio Visceglia sia strettamente connessa e legata con lo straordinario patrimonio cartografico conservato presso l’Archivio di Stato di Roma in gran parte fruibile in formato digitale sul sito Imago: Catasto Alessandrino, Collezioni di disegni e mappe, Catasto Gregoriano, Catasto urbano e rustico di Roma e Provincia.

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Il vivo rapporto fra archivio e sviluppo produttivo definisce l’attività e la stessa profondità dell’opera del Fondatore dell’Istituto. Le centinaia di basi cartografiche originali realizzate a mano negli anni da esperti disegnatori, la biblioteca e l’archivio di carte antiche e rare costituiscono il ricco patrimonio di cui dispone la Visceglia.

Un rapporto sospeso fra carte, ricordo e riordino, inavvertito e fragile nello stupore. Quello che emerge, timidamente è un archivio prima dell’archivio, una sedimentazione involontaria “ fra vischiosità burocratiche e rotture archivistiche”. Una storia, che ne nasconde di milioni.

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