info@archivitaliani.it

Istituto Luigi Sturzo

Pubblicato da Elisa Del Brocco / aprile 16, 2014 / , , , / 0 Commenti

di Elisa Del Brocco & Massimo Laurenzi

Luigi Sturzo: neofita, libero, entusiasta.

L’origine aristocratica e i seminari di Acireale e Noto; la quiete della giovinezza e del raccoglimento scricchiola al confine con la realtà: le rivolte contadine in atto, la pubblicazione della bolla “Rerum novarum” sulle condizioni degli operai, il trasformismo elettorale e l’assenza politica sul mezzogiorno da colmare.

“la questione meridionale è un problema morale e politico di primissimo ordine […] che ha una decisiva importanza per il nostro avvenire e il nostro secondo risorgimento[…] è un impegno politico e sociale animato da un rinnovato impegno morale”.

L’Università Gregoriana non può bastare all’entusiasmo di un giovane cattolico, l’impegno sociale dunque, l’impegno d’una vita. Le repressioni operaie e gli stadi di assedio. Si discute fra i giovani cattolici e nell’opera dei Congressi. Conservatori o Democratici cristiani? L’unità dei cattolici voluta dal pontefice? Difficile trovare un accordo! Siamo cattolici e siamo uomini. La fede non può esimerci dall’impegno sociale.
È una nuova fase storica che prelude alla formazione di un partito laico, democratico e costituzionale di ispirazione cristiana: nasce il Partito Popolare Italiano. Nel primo Congresso (Bologna 1919) Sturzo, per la prima volta facendo appello a tutti “gli uomini liberi e forti” ribadisce il carattere anticonfessionale del partito. È un nuovo inizio, una nuova vita.

Dal 1920 in avanti le posizioni antifascista prima e antinazista poi lo costrinsero all’allontanamento a Londra e a New York. L’esilio non lo annichilisce, un nuovo entusiasmo lo sostiene, scrive e si adopera per la salvaguardia delle libertà e dei diritti umani. L’impegno sociale è ora impegno sostanziale, irrinunciabile, improrogabile.

Nel 1946, dopo la fine del conflitto torna in Italia, dove continua a dedicarsi all’attività politica e pubblicistica. Nel 1952 Luigi Einaudi in qualità di Presidente della Repubblica, lo nomina Senatore a vita. La vita lo abbandona alcuni anni dopo nel 1959. Ogni scelta come necessaria, di naturale e incondizionato assorbimento, un nuovo impegno con cui misurarsi, sempre, continuamente. Ecco Luigi Sturzo.

particolare-archivio-sturzo

L’Istituto Luigi Sturzo

Nel 1951 venne fondato presso palazzo Baldassini a Roma (edificio costruito tra il 1515 e il 1518 ad opera dell’architetto Antonio da Sangallo il Giovane) l’Istituto Luigi Sturzo.

Esso dispone di un vasto patrimonio documentario, (focalizzato sulla valorizzazione delle fonti per la storia del movimento cattolico) e di una ricca Biblioteca (specializzata nelle scienze sociali e nella storia moderna e contemporanea).

Lo stesso Istituto al fine di promuovere interessi scientifici e culturali conduce da sempre un’attenta e costante attività di ricerca estesa in campo storico, sociologico, politico, giuridico ed economico che porta alla produzione periodica di seminari, convegni e volumi monografici. Molto importante è inoltre l’attenzione particolare che l’Istituto accorda a quanto accade in Europa nel campo della formazione post-universitaria e professionale, nonché alle numerose attività svolte in collaborazione con istituzioni nazionali e internazionali.

Fondo-Luigi-Sturzo

Il complesso documentale

L’archivio trova la sua ragione d’essere nella volontà stessa di Luigi Sturzo:

“è mio espresso desiderio che cotesto Istituto tenga i miei manoscritti, un certo numero di copie delle mie pubblicazioni, le collezioni di articoli e di materiale di commento, illustrazione, precisazione di date e circostanze simili, in stanze separate e con accurato inventario ed elenchi analitici o classificatori in modo da essere ciascun fascicolo e documento facilmente reperibile”

In linea con il suo desiderio, per favorire la gestione e la consultazione dei fondi, l’archivio storico dell’Istituto partecipa oggi al progetto Archivi del ‘900 per l’informatizzazione in rete del proprio patrimonio documentario.
Il ruolo cui adempie e supplisce è di fondamentale importanza: conservare carte afferenti ad archivi di partito, da sempre patrimoni esposti a molteplici e intrinseci rischi (vicende politiche, fasi di passaggio, trasformazioni, abbondono, sequestri) nonché, in alcuni casi, ad inadempienze dagli stessi attivisti politici dovute alla scarsa consapevolezza della loro identità storica e ad una mentalità rivolta al presente e alla negata personalità giuridica. Mancano infatti, le carte ufficiali del Partito Popolare Italiano distrutte e disperse per motivi non chiari addebitabili a un’incursione fascista o a un’inondazione del Tevere. L’attività e la natura del partito trova però voce nella carismatica personalità del suo fondatore e in quelle dei singoli membri racchiuse negli archivi privati: gli innumerevoli fondi che costituiscono l’Archivio, tutti dichiarati di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio.
Si disegna dunque, un quadro d’insieme che è una storia di partiti ed istituzioni ma soprattutto di uomini, un immagine riflessa di posizioni spesso contrastanti e spesso divergenti, vite pubbliche e vite private.

carte-archivio-luigi-sturzo

La documentazione conservata è varia ed eterogenea, oltre alle carte personali sono presenti quelle relative a congressi, assemblee, convegni, manifestazioni, dibattiti, conferenze stampa, circolari, comunicati, verbali delle sedute, materiale di contabilità, materiali di propaganda (volantini, manifesti elettorali, tessere e moduli di adesione al partito) e materiale dei gruppi parlamentari.

Fondi personali come fonti di archivio di partito.

Il fondo Luigi Sturzo rappresenta la “prima pietra” dell’Archivio “posata” dallo stesso per volontà testamentaria. Esso (strutturato in tre sezioni : Corrispondenza , Scritti e Opere) documenta l’attenzione e la meticolosità che egli riservò alle sue carte. La sua documentazione copre circa 70 anni di storia comprendenti la crisi dello Stato liberale, l’avvento del fascismo, l’esilio londinese e gli anni della ricostruzione.
Tale archivio è dunque fonte storica per il movimento cattolico, tra la fine degli anni Ottanta e la prima guerra mondiale, per il Partito Popolare Italiano, durante l’attività del suo fondatore prima e durante il suo esilio londinese poi, per la Democrazia Cristiana e per i primi anni repubblicani, nelle carte del secondo dopoguerra e del secondo esilio americano.

carte-luigi-sturzo03

L’eco dell’antifascismo riecheggia con la voce del delitto Matteotti , il processo Don Mizzoni e l’arresto di De Gasperi, nelle carte dei fondi Giuseppe Spataro e Ivo Coccia, che rimandano indietro nel tempo in casa Spataro a via Cola di Rienzo 217 dove nacque il Comitato nazionale delle correnti antifasciste: completa il quadro la corposa corrispondenza di Spataro con Sturzo, De Gasperi (oltre 70 lettere) e Rodinò, a testimonianza dei rapporti politici, professionali e d’amicizia che ritroviamo anche nello stesso fondo Giulio Rodinò.

La Democrazia Cristiana trova testimonianza di se e delle sue origini non solo nel fondo di partito e nei fondi citati ma anche in quelli di Mario Scelba e Giovanni Gronchi, quest’ultimo centrale, per la documentazione relativa alla preparazione del congresso di Napoli del 1954 che testimonia la volontà d’apertura politica ai socialisti. Per i rapporti tra la Democrazia Cristiana e l’Azione Cattolica il riferimento è il fondo Vittorino Veronese. In fine, oltre a tanti altri fondi come quelli di Filippo Meda, Francesco Luigi Ferrari, Guido Gonella e Flaminio Piccoli, il fondo Giulio Andreotti che testimonia gli anni di storia più recenti estendendosi per tutta la seconda metà del Novecento.

carte-archivio-luigi-sturzo02

L’attività della Sinistra Cristiana, poi, è documentata nel fondo Gabriele De Rosa curato dal soggetto produttore con la stessa sensibilità che Sturzo ebbe per il proprio archivio. Carte conservate così gelosamente quanto liberamente trasmesse.

L’archivio in cifre

Archivio storico Luigi Sturzo
n. 100 anni di storia (1891-2013);
n. 1.300 manifesti;
n. 100.000 fotografie;
n. 1.450 documenti audio;
n. 450 pellicole;
n. 10.000 buste di documenti;
n. 80 fondi privati;
n. 2 fondi di partiti: Democrazia Cristiana e Sinistra Cristiana;
n. 2 fondi politici: Gruppo DC-PPI della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica;
n. 3 fondi di enti: Istituto Luigi Sturzo, Unione Cattolica Stampa Italiana, Società per la Storia del Servizio Sociale.

archivio-Sturzo

Biblioteca De Rosa

Oltre 130.000 monografie a carattere sociale, storico e politico sono conservate presso la biblioteca dell’Istituto che comprende anche 600 periodici tra cui si ricorda la raccolta integrale del quotidiano “Il Popolo” dal 5 giugno 1944 a tutto il 2001, compresi i numeri del “Popolo” clandestino dall’ottobre 1943 al giugno 1944. L’intero catalogo della biblioteca è disponibile on line su SBN.
Inoltre ha avuto inizio un lavoro di digitalizzazione che rende fruibili on line diverse opere come l’intera serie dell’Opera omnia di Luigi Sturzo, arrivata a contare 53 volumi, e i periodici più rari del secondo dopoguerra.

archivio-struzo02

Breviario.

Indirizzo Archivio storico Luigi Sturzo: Via delle Coppelle, 35 – 00186 Roma
Telefono: +39.06.6840421 Fax: +39.06.68404244
Mail: archivio@sturzo.it
Sito internet: www.sturzo.it
A chi rivolgersi: Direttrice Dott.ssa Concetta Argiolas
Accessibilità:Regolata dalle norme vigenti in materia
Giorni e orari di accesso: Lunedì – Venerdì, ore 9:00 – 18:00.