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Il Manifesto dell’[Archivista] Impazzito.

Considerate pure un valore l’esperienza.

Il tempo impiegato in formazione, il disavanzo culturale.

I tirocini, la libera professione, l’occupazione sociale.

Chiedete sempre più attenzione alla cultura.

Siate diffidenti nei confronti dell’utilità, della moralità.

Quando vorranno discutere con voi vi chiameranno.

Quando vorranno comprendervi vi chiameranno.

 

Ma tu Archivista.

Ogni giorno smetti di sentirti un intellettuale.

Cerca una mediazione sostenibile. Sempre.

Ama il valore della tua inesperienza. Coltiva la tua curiosità.

Rifletti su quello che conosci e sorridi.

Dai valore al tempo, non solamente a quello impiegato.

Non aspettarti di essere riconosciuto. Spiega ostinatamente agli altri chi sei.

Confrontati con chi pensi non capisca. Sempre.

 

Cura il tuo aspetto.

Non fidarti di chi opera selezione, di nessuno di loro.

Avvicina gli ingegneri informatici, i comunicatori, anche gli idioti.

Nel tuo rapporto con ognuno di loro costruisci la tua e la loro speranza.

Approva nell’evoluzione quello che non capisci. Sforzati. Sempre.

Il-Manifesto-archivista-impazzito

Fai quelle domande che hanno risposta ovvia. Resta a sentire. Sempre.

Investi il tuo tempo in contaminazione.

Sorridi molto di più.

Sostieni che il tuo miglior riordino sia ancora provvisorio.

Che il livello della tua analisi è immediato e vigile sapendo che domani,

quel vincolo sarà liquido e non più così pacifico.

 

Finché i politici investono in altro sentiti un artigiano della cultura.

Se inizieranno a farlo domandati se sia giusto rimanere un artigiano.

Domandati se rimanere al tuo posto o rimanere te stesso.  Sempre.

 

Riconosci il valore di una segnatura ma anche quello di un metadato.

 

Vivi nel mondo. Relazionati con il mondo.

Quando vedi che stai scomparendo domandati in cosa hai sbagliato.

Arrabbiati e difendi la tua disciplina. Impara a fare politica. Impara a comunicare.

Considera utile quello che non riesci a trasmettere e il modo in cui lo lasci andare.

Fai di più.

 

M. Laurenzi & R. Benevento

liberamente ispirato da:

The Mad Farmer Liberation Front

di Wendell Berry