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Salviamo le biblioteche e gli Archivi Statali – il dibattito organizzato a Pisa

Pubblicato da Sara Benevento / febbraio 11, 2014 / , , , , , , / 0 Commenti

di Sara Benevento

L’ 8 Febbraio, si è tenuto al Palazzo Reale di Pisa l’incontro pubblico “Salviamo le Biblioteche e gli Archivi Statali”. Sono intervenuti numerosi rappresentanti di istituzioni culturali toscane e di varie altre regioni. L’iniziativa è stata organizzata dalla libera associazione di cittadini pisani come “Amici della Bup”, nata sulla scia delle attuali petizioni contro la chiusura della Biblioteca Universitaria Pisana, sita nel Palazzo della Sapienza e dall’Associazione Amici della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

A rompere il ghiaccio con il primo intervento è stato il Professor Settis, emerito della Scuola Normale di Pisa che ha voluto fare subito delle premesse molto importanti: “In una difficile situazione come quella italiana, infatti, chi è direttamente impegnato nella lotta alla salvaguardia della cultura, prima di tutto deve essere consapevole che l’ambito in cui lavarono non è di nicchia; che ciò per cui combattono non riguarda solo pochi; anzi, il corretto e buon funzionamento di istituzioni quali biblioteche e archivi è un diritto civile, un bene comune, o meglio, come recita la Costituzione, un “interesse pubblico” e in quanto tale va preservato“.

Il professore ha poi spostato l’attenzione sul contrasto tra “la politica dei politici” e la “politica dei cittadini” e la vera politica è del secondo tipo, poiché la condizione d’essere è la discussione tra cittadini. Quello che manca alle oltre 30.000 associazioni in Italia è spesso la capacità di fare rete. Di qui il progetto di formare una rete che unisca tutte le realtà che afferiscono al mondo di biblioteche e archivi pubblici, ovvero bibliotecari e archivisti, giovani aspiranti lavoratori in queste istituzioni e coloro che fanno della ricerca la propria professione: coordinarsi più autorevolmente per poter spronare i ministeri e le amministrazioni competenti a dedicare maggiori risorse e proposte ad un sistema di biblioteche ed archivi così complesso e articolato come quello italiano.

Gli interventi dei relatori successivi hanno messo in evidenza le problematiche di archivi e biblioteche toscane in seguito ai tagli fatti dalla politica: insufficienza di risorse umane (la Biblioteca Nazionale di Firenze è passata da 344 a 175 dipendenti) e finanziarie che, unite all’ incertezza di carattere istituzionale, stanno causando il declino di queste forme patrimoniali.

Dal quadro Toscano, esposto dalla Dott.ssa Sebastiani, Direttrice delle Biblioteca Nazionale di Firenze, si è passati alla situazione emiliana raccontata da Rosaria Campioni, Soprintendente delle Biblioteche dell’Emilia-Romagna, che porta avanti il recupero di piccole biblioteche locali altrimenti destinate alla chiusura dopo il terremoto del 2012. Hanno parlato due archiviste di professione (Caterina Del Vivo e Fiorenza Gemini); un’aspirante archivista (Veronica Bagnai dei nostri amici e colleghi “Archivisti In Movimento”); un sindacalista attivo nel settore dei beni culturali (Claudio Meloni, CGIL-Funzione pubblica MIBACT); un funzionario della Biblioteca Universitaria di Genova, il Dottor Cianchi; un ricercatore palermitano che spera di non dover emigrare per studiare in una biblioteca efficiente (Matteo Di Figlia, Università di Palermo); una giovane laureata Francesca Pisano, di “Giovani Bibliotecari e Aspiranti”, che vorrebbe vedere davanti a sé, se non un posto, un percorso formativo riconoscibile per questa professione nelle università italiane: infatti l’offerta didattica (negli ormai pochi corsi di laurea attivi) prevista per la professione di archivista-bibliotecario presenta profonde divergenze con la realtà,mancando di riscontri interdisciplinari coerenti nel campo sociologico e tecnologico; la paleografa Giovanna Murano ha presentato alcuni esempi di digitalizzazione e catalogazione online: esempi di banche-dati europei di grande successo (vd. USTC, E-CODICES, Manuscripta Medievalia) e i Cataloghi Storici Italiani, l’unica risposta italiana, che non si può inserire nel più vasto panorama internazionale poiché manca di utilità scientifica; poi la presidente toscana dell’ Associazione delle Biblioteche Italiane, Sandra Di Majo, oltre naturalmente alle associazioni organizzatrici (Natalia Piombino e Edoardo Caterina,Assolettori, ed Eliana Carrara, AmiciBUP).

Non è mancata una dichiarazione di solidarietà alla Biblioteca Fardelliana di Trapani, minacciata di chiusura a causa del taglio al bilancio che scaturirebbe dallo scioglimento degli enti provinciali.

Il panorama delle biblioteche pubbliche italiane è ricco di inestimabili valori e di abissi di trascuratezza. La cultura digitale, le prospettive occupazionali, i modelli culturali vanno tracciando un solco sempre più profondo non solo tra le possibilità delle biblioteche e le speranze dei giovani che nelle biblioteche vorrebbero lavorare, ma anche tra i superstiti esemplari di bibliotecario, mediamente anziani, e chi ormai per scelta non solo non va in biblioteca, ma proprio non legge.

Bisognerebbe contrastare, per quanto riguarda soprattutto gli archivi, la tendenza ormai avviata di smembramento, ossia la creazione di più archivi molto spesso non consultabili e di conseguenza sottratti alla memoria collettiva; o di archivi inglobati nelle biblioteche; o di archivi non aggiornati che perdono così la propria ragione d’essere!

Come ha osservato Marco De Nicolò (SISSCO), “senza che nessuna parte immagini di dover rinunciare al proprio statuto disciplinare, alle peculiarità della propria condizione, c’è una lunga e dura battaglia da sostenere insieme perché la cultura non diventi equivalente alla chiacchiera, perché le opinioni siano fondate sulla conoscenza e non viceversa. Solo un’alleanza tra il mondo degli archivi, delle biblioteche e degli studi può darci la speranza di poter invertire un’inerzia catastrofica per la cultura e quindi per il Paese.

Questi e molti altri discorsi fondamentali sono stati trattati durante il dibattito, noi di archivitaliani abbiamo partecipato perché facciamo parte di un movimento che pian piano sta crescendo e sta muovendo i primi passi verso una direzione giusta, perché giusto è il momento, ed agire è fondamentale. Costruire una rete tra tutti gli attori che interagiscono con questo mondo, condividere idee e progetti, portarli avanti insieme con fatica, senza limiti d’interesse è una priorità per ridare dignità al nostro inestimabile Patrimonio Culturale.

Siamo pronti e la macchina è già partita, teniamola sulla retta via.
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