Archivio Diocesano di Acquapendente

Sep 19, 13 Archivio Diocesano di Acquapendente

di Massimo Laurenzi

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Da Innocenzo X a Giovanni Paolo II: la Diocesi di Acquapendente

Il 13 settembre del 1649 Innocenzo X (al secolo Giovan Battista Pamphilj),eletto cinque anni prima al soglio pontificio dopo la morte di Urbano VIII (al secolo Maffeo Vincenzo Barberini), con la bolla In supremo militantis Ecclesiae trhono istituì la Diocesi di Acquapendente, la quale ereditò l’intera circoscrizione vescovile della distrutta città di Castro.
Nel 1650 Pompeo Mignucci di Offida, già arcivescovo di Ragusa, venne designato come primo vescovo della nuova Diocesi costituita dalle città di Acquapendente, Farnese, Ischia di Castro, Cellere, Pianiano,Canino, Manciano e Capalbio; nel 1785 l’originaria composizione venne a modificarsi e Manciano e Capalbio passarono alla Diocesi di Sovana-Pitigliano in cambio di Proceno e Onano.


Nel 1920 la Diocesi di Acquapendente venne unita a quella di Bagnoregio e, dopo il trasferimento di mons. Giuseppe Pronti a Nocera Umbra, il 14 giugno 1951 Luigi Boccadoro fu nominato vescovo delle Diocesi di Montefiascone ed Acquapendente, unite “ad personam”.
Circa venti anni dopo, con il decreto n. 527/71 (marzo 1973) emanato dalla Sacra Congregazione per i Vescovi, Torre Alfina (Diocesi di Orvieto) e Trevinano (Diocesi di Città della Pieve), furono annesse alla Diocesi di Acquapendente.
Nel 1986 Giovanni Paolo II con la bolla Qui non Sine (necessaria alla ristrutturazione e all’unificazione delle diocesi Italiane) istituì la nuova Diocesi di Viterbo, in cui confluì anche quella di Acquapendente.

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Annotazioni

L’archivio storico della diocesi di Acquapendente conserva presso il palazzo vescovile della stessa cittadina un fondo archivistico complessivo di 2130 unità contenente documentazione compresa tra il XV e il XXI secolo [il documento più antico (1434) è un registro delle entrate e delle uscite della Confraternita di S. Antonio Abate, mentre quelli più recenti (2005) attengono alla corrispondenza vescovile di Acquapendente]. In esso, oltre al confluito archivio storico della Diocesi di Castro (indicato con la sigla ASDC nell’inventario e che costituisce una sorta di fondo autonomo), sono conservati una consistente quantità di documenti prodotti da altri enti (ospedali, confraternite, seminari, monasteri, opere pie) che incrementano (come fondi aggregati) ulteriormente il patrimonio documentale dell’archivio.
In epoca moderna, dal 1954, con l’assunzione della carica di cancelliere vescovile da parte di don Angelo Maria Patrizi, l’archivio ha progressivamente trovato spazio e attenzione conservativa. Negli anni Sessanta ha raggiunto gli ambienti che ancora oggi lo ospitano e tutelano. I primi lavori di ordinamento e inventariazione risalgono a quegli anni e fanno capo proprio al sopracitato cancelliere. Il“catalogo” da lui redatto, pur essendo stato utile come strumento d’indagine iniziale, è stato sostituito dalla redazione dell’attuale inventario. Il lavoro di riordino (articolato in varie fasi) è stato condotto fra il 2007 e il 2009 sotto il coordinamento scientifico del prof. Luciano Osbat (responsabile scientifico dell’archivio), dalla dott.ssa Monica Ceccariglia e dalla dott.ssa Danila Dottarelli, coadiuvate dalle tirocinanti Angela Sborchia e Cristina Sbarra. Il nuovo inventario è oggi consultabile sia in versione cartacea sia in versione elettronica.
Attualmente l’archivio, raggiunta la piena efficienza, periodicamente organizza visite guidate e visite tematiche con esposizione di documenti al fine di promuovere il proprio patrimonio documentale.

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L’archivio diocesano di Acquapendente fa parte del Centro diocesano di documentazione per la storia e la cultura religiosa (CEDIDO*) creato dalla Diocesi di Viterbo il 26 maggio del 2004 allo scopo di salvaguardare e valorizzare gli archivi e le biblioteche che a essa fanno riferimento.
L’archivio partecipa al progetto CEI-Ar predisposto dall’Ufficio beni culturali della Conferenza Episcopale Italiana e rispetta le norme inerenti agli archivi previste sia dal Diritto Canonico sia dalla legislazione della Repubblica Italiana.
Il progetto “Intervento di tutela e valorizzazione del patrimonio archivistico della diocesi di Acquapendente”(determinazione della Regione Lazio n. D3523 del 23 ottobre 2006 – Secondo atto integrativo all’accordo di programma quadro 1) ha permesso la sovvenzione dei lavori di ristrutturazione degli spazi e degli arredi dell’archivio come del lavoro di riordino e inventariazione della documentazione.

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Breviario
Indirizzo Archivio diocesano di Acquapendente: via Roma n*85, Acquapendente (VT) (presso il Palazzo vescovile.)
Telefono: +39. 0761.325584
Mail: cedi.do@libero.it
A chi rivolgersi: dott.ssa Monica Ceccariglia – dott.ssa Danila Dottarelli
Accessibilità:libera nei giorni di apertura
Giorni e Orario di accesso: Sabato, ore 9,00 – 12,30