L’Archivio Storico di Cori

Oct 07, 13 L’Archivio Storico di Cori

di Martina De Montis

    •    Cori: Storia di una realtà
La fondazione del centro di “Cora” si colloca quasi leggendariamente fra III e II millennio a. C., annoverando di fatto, il centro, tra i più antichi dei Prisci Latini.

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All’inizio del duecento, Il “castrum Core” se pur governato da un collegio di consoli fu posto sotto il diretto dominio della Chiesa, la quale continuò ad esercitarvi il suo potere, fino ai primi anni del Trecento. Dopo il trasferimento della sede papale ad Avignone, “Core” passò sotto la protezione del comune di Roma sottoponendosi alla sua giurisdizione.

Fino alla prima metà del XVII secolo, malgrado l’egida della giurisdizione romana fu presente a Cori  un consiglio generale, formato dai capi di tutte le più influenti famiglie (dette “fuochi”), il quale veniva convocato dal podestà e dal giudice, ogni qualvolta si ritenesse necessario.
Con la Repubblica Romana (1798), Cori divenne capoluogo di Cantone, nel dipartimento del Circeo. Nel 1809, grazie a Napoleone, entrò a far parte del Dipartimento del Tevere (dal 1810 Dipartimento di Roma) e fu capoluogo di Cantone nel circondario di Velletri. Restaurato lo Stato pontificio (1816), fu compresa, come luogo baronale, nella provincia di Marittima e Campagna, ma già l’anno seguente fu inserita tra le comunità minori della delegazione di Roma e Comarca.
Nel 1850, Cori rientrò nella provincia di Velletri e divenne capoluogo di governo. Dopo la caduta del governo temporale del Papa fu annessa al regno d’Italia prima alla provincia di Roma, e in seguito dal 1934 alla neo-costituita provincia di Littoria (poi ribattezzata Latina).

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    •    L’Archivio e la sua sede.
L’Archivio storico comunale è stato istituito con delibera di Giunta n. 256 del 20.6.1991 ai sensi dell’art. 30 del DPR 1409/63. A metà degli anni 90’ dopo aver riacquisito dall’archivio di stato di Latina il materiale documentale attinente al comune di Cori (che lo aveva conservato e inventariato in seguito ai versamenti del 1968 e del 1984) l’archivio, finalmente ritornato al suo posto e dopo essere stato alloggiato in un’ala dello storico palazzo Vanni (già Prosperi-Buzi, risalente alla fine del XVI secolo, appositamente ristrutturato e attrezzato dopo essere stato distrutto dai bombardamenti alleati del 30 gennaio 1944) è stato, finalmente, aperto al pubblico nel 1998.
L’Archivio Conserva in circa 350 metri lineari di scaffalatura e armadiatura la documentazione storica amministrativa del Comune e di altri archivi aggregati che ne ampliano il respiro storico e conseguentemente l’importanza.  L’archivio, nella sua complessità conta più di 1.150 registri e oltre 1.000 buste, per un periodo i cui estremi cronologici vanno dal 1519 al 1965. L’originaria inventariazione proposta dagli archivisti dell’Archivio di stato di Latina, dopo la riacquisizione dei fondi da parte del comune di Cori, è stata sostituita da un nuovo ed unico inventario, oggi consultabile sia in formato cartaceo che digitale.

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Annotazioni
Dal 2008 quasi ogni anno (benché la scadenza non sia fissa ma variabile), l’archivio di Cori, con un contributo erogato dalla Regione Lazio (L.R. 42/97) nell’ambito della promozione del materiale contenuto negli archivi storici pubblica volumi monografici a cura degli archivisti Pier Luigi De rossi e Ettore Di Meo e dello Storico Giovanni Pesiri . Sono già stati editi e raccolti nella collana “Quaderni dell’Archivio Storico” (per altro acquisibili a titolo gratuito!):

  • Il Risorgimento nelle “Memorie” del colonnello Filippo Caucci Molara, a cura di P. L. DE ROSSI – E. DI MEO, Comune di Cori, 2008
  • Il catastum bonarum di Cori 1668-1696. Con un inventario dei beni comunali (1401). a cura di P. L. DE ROSSI – E. DI MEO, Comune di Cori, 2009
  • La storia dell’istruzione dall’Unità agli anni ’60. a cura di P. L. DE ROSSI – G. PESIRI, Comune di Cori, 2011
  • Tra Marittima e Terra di Lavoro. Vicende dell’Unità d’Italia nei paesi al confine fra Stato pontificio e Regno delle Due Sicilie, a cura di P. L. DE ROSSI – G. PESIRI, Comune di Cori, 2012

L’Archivio storico di Cori, inoltre dal 2002, ha organizzato e gestito il progetto “La scuola entra in archivio” finanziato con piano triennale dalla Regione Lazio. Esso prevedeva inizialmente lo svolgimento di un corso di didattica della storia per insegnanti di I e II grado. Dal 2004, poi, sono stati proposti laboratori per allievi di varie scuole, al fine di promuovere lo studio del territorio e la realtà archivistica. Nel corso degli anni, nell’ottica di integrazione dei servizi culturali promossa dalla stessa regione, il progetto ha trovato nuova applicazione nel 2009 e nel 2012, in occasione della ricorrenza del 150° anniversario dell’unità d’Italia.
L’archivio storico del comune di Cori, infine, organizza e partecipa periodicamente alla realizzazione di  mostre e conferenze fra le quali nel corso degli anni:
La repubblica romana del 1849 a Cori – Maggio 2001 (riproposta nell’aprile 2011); S. Tommaso da Cori – Dicembre 2001; Giustizia e criminalità a Cori in età moderna – Dicembre 2002; Viaggio sulla nostra antica strada ferrata (1840-1962) – Novembre 2003; Cori nel medioevo. Memoria e sopravvivenza – 15 giugno 2013.

    •    Breviario
Indirizzo Archivio Storico di Cori: Palazzo Prosperi Buzi, vicolo Macari, 04010 Cori (LT)
Telefono: +39. 06. 96617246
Mail: archiviostorico@comune.cori.lt.it
Sito internet: www.culturalazio.it/archivi/cori
A chi rivolgersi: Referente pro tempore – Ettore di Meo
Accessibilità: libera (si consiglia comunque di telefonare data la presenza di un solo operatore)
Giorni e Orario di accesso: Lunedì – venerdì, ore 9,00 – 13,00 (martedì e giovedì anche 15,00 – 17,00)